Cos'è il Private Label?

Se già lavori, o vuoi lavorare, nel mondo del commercio online, probabilmente ti sarà già capitato di incontrare l’espressione Private Label. Quando un prodotto viene fabbricato da un’azienda con un suo brand, ma etichettato con il brand di un’altra azienda, ecco che ci troviamo di fronte a un servizio di private label.

Troppo vaga come definizione? Bene, allora vediamo di approfondire la questione.

Definizione di Private Label

Le private label non sono altro che prodotti o servizi realizzati da un produttore terzo per conto di un distributore che si prende carico di effettuarne la vendita al consumatore finale. Oltre a occuparsi della produzione vera e propria, il produttore procede anche con l'etichettatura del prodotto, che viene dunque brandizzato con il nome del distributore finale.

In passato, i prodotti o i servizi realizzati con questo sistema venivano anche chiamati "white label" (etichette bianche), ma nel tempo i due termini sono andati via via differenziandosi, per quanto conservino ancora alcuni punti di contatto.

Private Label vs White Label

Private Label e White Label non sono esattamente la stessa cosa. Vediamo il perché.

Nelle Private Label, il produttore concede massima libertà al rivenditore in merito alla realizzazione del prodotto.

Avviare un business in Private Label significa assumere il pieno controllo della produzione del prodotto e tutto ciò che gli gira attorno: packaging, design del prodotto, componenti, materiali, offerta e così via.

Nel White Label, invece, è il fornitore a specificare le caratteristiche del prodotto, del packaging e di tutti gli altri elementi essenziali. Nonostante alcuni produttori offrano pacchetti personalizzati per venire incontro alle necessità dei clienti, la scelta per il compratore rimane limitata.

Esempi di Private Label

Forse non ci hai mai fatto caso, ma il Private Label è strettamente connesso al tuo vissuto quotidiano; lo dimostra sempre più la presenza di svariati migliaia di marchi registrati in varie classi merceologiche.

Il primo esempio, quando entri in un supermercato come, mettiamo il caso, Coop, noti che su ogni scaffale, per quasi tutte le tipologie di prodotto, a fianco ai prodotti dei brand più noti vi sono anche quelli che portano il nome del supermercato in questione.

Questo significa forse che Coop produce in autonomia tutti quei diversi tipi di prodotto?

Certo che no. Significa soltanto che Coop ha dato l’incarico a una manifattura terza di produrre quei prodotti e di etichettarli con il proprio nome.

Altro esempio di Private Label è quello da collegare al mercato del vino. Calza a pennello l'articolo del 9 settembre, intitolato: "Vino, in Italia una bottiglia su 10 venduta in gdo è “private label” redatto dalla famosa rivista WineNews.

Da questo possiamo capire che grazie a una catena distributiva e canali di vendita collaudati, un colosso come Coop (che per altro commercializza anche il proprio Vino Fior Fiore) può integrare con successo il Private Label nella sua strategia globale di vendita.

Per concludere, vorrei citare anche questo esempio di una mia personale esperienza nata da una fantastica idea di personalizzare degli appendini da bagno con la calamita di color bianco neutro, trasformati con delle utili serigrafie stampate dal produttore, personalizzare così il vostro bagno con varie smile e lettere dell'alfabeto per creare il proprio nome.

Appendini da bagno con calamita personalizzati in vari lettere e smile
Vendere online le Private Label: esempi di appendini bagno personalizzati con lettere e smile

I vantaggi del Private Label

Ora che hai un'idea più precisa di che cos'è il Private Label, è tempo di dare un'occhiata alle ragioni principali per cui molte persone decidono di adottare questo modello di business.

Creare il proprio marchio, sul medio-lungo termine, è sempre la cosa migliore da fare, principalmente per i seguenti motivi:

  • Marginalità: interfacciarti direttamente con i produttori ti permette di saltare tutti gli intermediari, tenere alti i margini di profitto e controllare il prezzo di vendita.
  • Controllo sulla produzione: i produttori sono al tuo servizio e lavorano seguendo le tue direttive per consegnarti un prodotto in linea con le tue aspettative.
  • Controllo sulla vendita: hai il pieno controllo del processo di vendita online tramite il tuo e-Commerce, portale di terze parti o qualsiasi altro canale tu voglia utilizzare per vendere.
  • Brand: non devi temere la concorrenza, perché il tuo brand è unico, riconoscibile e nessuno può portartelo via.
  • Adattabilità: è vero, sei un piccolo pesce in un mare pieno di grossi squali, ma sai cosa? Essere piccolo ti permette di essere più reattivo ai cambiamenti del mercato e di scalare velocemente il tuo business arrivando per primo in nuove, profittevoli nicchie.
  • Il codice EAN per il Private Label. Ma non solo questo.
    Più comunemente chiamato "barcode", il codice EAN è obbligatorio per molte categorie; stai pur certo che aumenterà la tua visibilità nei risultati di ricerca di Google. Come? Rientrando come un prodotto univoco; quando entrerà a far parte della "giungla delle vendite online" grazie al tuo e-Commerce o i vari Marketplace, avrà il vantaggio di posizionarsi meglio degli altri prodotti già commercializzati da altri retail. In questo modo chi potrà trarre il vantaggio di poter commercializzare il tuo prodotto a private label, dovrà per forza passare da te! Gli altri codici identificatori sono: UPC (Universal Product Code) | EAN (European Article Numbering) | ISBN-EAN (Si trova sulla copertina dei prodotti, es. audio-book) | ISBN (International Standard Book Number) | VIN (codice di identificazione del veicolo). Nota bene: sappi che ho già testato personalmente: tutti gli identificatori di prodotto valgono anche in ottica SEO, ma nessuno telo dice!
    Come-Vendere-Online--Ean-o-Barcode-per-identificare-i-tuoi-Private-Label-1

Gli svantaggi del Private Label

È risaputo, qualsiasi tipo di attività comporta un rischio di impresa e il private label non fa eccezione. Gli svantaggi di avviare un’attività di vendita in private label non sono molti e possono essere ridotti all'osso, a patto di aver svolto con diligenza i compiti a casa:

  • Ordine iniziale: la maggior parte dei produttori stabilisce una barriera di ingresso per avviare una collaborazione, ovvero un numero minimo di pezzi sul primo ordine. Se hai fatto male i calcoli e il tuo prodotto non vende, rischi di ritrovarti un inventario pieno di roba che non puoi restituire, perché etichettata con il nome del tuo brand.
  • Dipendenza dal produttore: la produzione del tuo prodotto è in mano a un’azienda terza. Assicurati che sia affidabile, sia dal punto di vista logistico che della qualità del prodotto.
  • Identità del brand: creare un brand che abbia personalità, con una storia e dei valori in cui le persone possano identificarsi, necessita di tempo e dedizione. La fidelizzazione del cliente è solo la naturale conseguenza di un lungo lavoro fatto bene.

Private Label: come iniziare a vendere

Per iniziare a fare private label servono due ingredienti essenziali: un prodotto e un fornitore disposto a produrlo e a etichettarlo con il nome marchio a tuo brand!

La scelta del produttore azienda, all'interno della nostra semplice equazione, è fondamentale. Il fornitore deve essere affidabile e, allo stesso tempo, garantire un prodotto di qualità.

In molti, soprattutto coloro che sono agli inizi, approcciano il Private Label nella convinzione che sia necessario esternare la produzione del proprio prodotto in Paesi come Cina o India, così da tenere bassi i costi di produzione e alti i margini di profitto.

Nulla di più falso.

Il tuo fornitore ideale può trovarsi in Italia, in Francia, in Germania, negli Stati Uniti e sì, anche in Cina o in India.

Trovare un fornitore ai tempi del Coronavirus

La ricerca del fornitore ideale si va a inserire in un contesto poco lusinghiero per i rivenditori. Chi vuole iniziare oggi a fare Private Label deve affrontare un ulteriore fattore di incertezza: il Covid-19.

La pandemia ha creato non pochi problemi al mondo del commercio, nonostante quello online abbia visto incrementare il suo giro d'affari del 15% negli ultimi mesi.

Se è vero che alcune categorie merceologiche hanno venduto talmente bene da non riuscire neanche a soddisfare la domanda, altre sono cadute in una crisi profonda.

Se ci aggiungiamo i blocchi ai trasporti che si sono succeduti e le normative sempre più ingarbugliate, stringenti e diverse a seconda del Paese, si capisce come lo scenario non sia dei migliori per chi vive di commercio, per usare un eufemismo.

Dunque come approcciare il mercato in questa fase?

Se ti stai affacciando adesso al mondo della vendita in Private Label, il mio consiglio è quello di cercare un fornitore all'interno dei confini nazionali. Per due ragioni principali:

  • Hai più controllo sulla tua merce e sulla catena logistica. Qualsiasi tipo di problema può essere risolto velocemente con una chiamata o incontrando di persona i produttori.
  • Hai una conoscenza approfondita del mercato o, se non ce l’hai, hai comunque un punto di vista privilegiato da cui osservarlo e analizzarlo.

Vuoi diventare un agente digitale di prodotti Private Label?

Sappi che questa è ottima idea! Il fatto di collocarsi come agente digitale tra il produttore ed il venditore online ti metterebbe al riparo da altre responsabilità che si devono assumere tutti coloro che entrano nel mondo del direct-to-consumer e-commerce.

Un agente digitale deve, naturalmente saper ascoltare ma soprattutto deve capire la differenza tra le 2 tipologie di produttori:

Il produttore azienda che ancora non vende online a confronto del produttore azienda che già vende online.

Il mercato online dei produttori è già cambiato, lo dimostra il fatto che molti hanno già fatto la scelta di vendere direttamente al consumatore finale. Anche i piccoli rivenditori hanno bisogno di digitalizzare le loro esperienze e le modalità di vendita del retail.

Devi essere già pronto nell'anticipare le mosse del mercato "dei colossi della rete" (con particolare attenzione a Google My Business). Condividi già al tuo produttore azienda di abilitare la funzionalità di acquisto online e ritiro in negozio, ancora poco sfruttata in Italia.

Immagine della multicanalità con slogan: pensa al tuo Private Label e Google Local Inventary Ads
Come Vendere Online: pensa al tuo Private Label | Entra nel mondo Google Local Inventary Ads
Non tutti però conoscono e soprattutto comprendono queste cose!

Devi sapere che molti di questi produttori non hanno la conoscenza e consapevolezza di come effettuare un'indagine online sulla selezione di prodotto, e questo è il tuo compito. Un agente digitale deve portare il giusto valore aiutando l'imprenditore (qualsiasi esso sia) in un contesto di cultura d'impresa nel supportare il processo di alfabetizzazione digitale.

Il mercato online sta cambiando "sempre più" ed il tuo produttore azienda ora più che mai, ha bisogno di te!