Creare un post su Linkedin è una cosa molto semplice da punto di vista operativo; come aggiungere del testo invece è cosa da non sottovalutare dato che diventa indispensabile personalizzare il target in riferimento a 3 macro aree che vogliamo spiegarti in dettaglio su questo articolo.

Cosa postare e cosa non postare su LinkedIn se si vogliono avere buoni risultati

Ogni giorno ci sono miliardi di contenuti che girano nel nostro feed LinkedIn: qualcuno utile, altri indirizzati a persone o situazioni diverse da noi, altre volte è possibile anche scivolare nel leggere post imbarazzanti, fin a tal punto da sprofondare nella fremdschämen.

L’ingrediente magico per un buon post su LinkedIn - Il segreto (di Pulcinella) per un buon post è sempre lo stesso:

“Scrivete qualcosa che possa essere utile a chi legge, il karma farà il resto: anche se non avrete i like da molti, ci saranno comunque quelli che vi apprezzano, e chi vi apprezza farà affari con voi più volentieri”. Fonte, citazione: Helder Monaco.

I post su LinkedIn sono classificabili in 3 macro-aree:

  • Istituzionali
  • Informativi
  • Acchiappa-like

Post Istituzionali

In questo caso intendiamo tutti quei post che sono in un'area dettati da ragioni istituzionali da parte dell’azienda dove una persona lavora.

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Alcuni casi tipo possono essere:
- Congratulazioni per il nuovo impiego in azienda
- Messaggi di benvenuto in squadra alla nuova risorsa del team
- Annuncio di un importante riconoscimento ricevuto dall’azienda
- Post fotografici dalla partecipazione alla fiera
- Ecc..

Post Informativi

In questo caso abbiamo contenuti creati dall’utente per promuovere la propria attività in un’ottica di inbound marketing: il professionista posta con costanza contenuti utili all’utente, questi danno un segnale del livello di competenza al potenziale acquirente.

In genere in questo caso vige la regola non scritta di “non parlare del prodotto, spiega tutto quello che ci sta attorno”.

Poi esistono 1000 modi per risultare utili all’utente che inciampa nel nostro contenuto all’interno del soffitto: può essere anche la semplice condivisione di un articolo, con righe di commento personale, che risulta interessante in quanto selezionato da una persona che ha un know how specifico.

In pratica: un conto è condividere articolo da una rivista generalista (corriere, repubblica, fatto quotidiano), un altro è selezionare un contenuto da una fonte particolare, come può essere Inditex quando stiamo parlando di un caso studio della industry spagnola del fashion online.

Post acchiappa-like

In questo caso parliamo di una serie di contenuti che diventano virali e vengono replicati da utenti alla ricerca di approvazione in senso piĂą generale del termine, nulla che abbia a che fare con il lavoro e la professionalitĂ .

Ecco una breve lista, gioco forza non esaustiva, di contenuti tipo da evitare, non fosse anche per il semplice fatto di fare una figura un po’ così di fronte a tutti altri utenti:

  • post a sfondo politico;
  • post a sfondo religioso;
  • post riguardanti lo stato di salute proprio o di altre persone;
  • post moralistici di vario ordine e grado;
  • post autoreferenziali (da non confondersi con quelli istituzionali);
  • post eccessivamente motivazionali.

Acchiappa like a polaritĂ  invertita

Le dinamiche del post retorico-moralista, che in altri lidi definiremo “Buongiornista”, possono essere utilizzate anche in senso contrario per creare un contenuto concettualmente agli antipodi ma che ottiene un numero di like e commenti notevoli.

Vediamo la struttura di un post buongiornista 'tipo' (cliccando sull'immagine sarari indirizzato direttamente al post originario su LinkedIn).

Abbiamo quindi:

  1. un incipt della storia
  2. un avvenimento imprevisto
  3. una morale che da una chiave d’interpretazione degli eventi
  4. una conferma scientifica della stessa per dare autorevolezza e aumentare l’impatto emotivo con l’atmosfera epica
  5. il lettore si identifica con il felino auto-assegnandosi tutte le qualitĂ  di performance dello stesso.

In questo caso il nostro consulente Helder Monaco ha agito nel seguente modo:

  1. ha usato lo stesso visual
  2. trovato la fallacia argomentativa
  3. trovato la falsificazione alla base: l’immagine proviene da una campagna della audi e aveva come slogan per l’appunto “non abbiamo niente da dimostrare”
  4. ha costruito il post attorno ad una tesi opposta dal sotteso ironico.

Tipi di risultati che si possono ottenere:
alto numero di visualizzazioni dato il like che sottende “ho capito la battuta” molti commenti che si uniscono all’ironizzare il contenuto di partenza qualche commento che non ha colto l’ironia.

In termini di personal branding / network / vendita:

  • personal branding: poco o niente, tutt’al piĂą si starĂ  simpatici a qualche nuovo contatto. Quello che emerge dal post è la capacitĂ  di creare cose divertenti ma se l’oggetto del tuo business è diverso dall’intrattenimento, non è molto funzionale al personal branding
  • network: è facile che la discussione vada avanti via messaggi privati, di lì in poi quello che succede è pura serendipitĂ 
  • vendita: dipende da cosa si vende, correlazione con il contenuto, ecc.

Considerazioni finali

Come potrai aver letto, in questo articolo abbiamo fatto un mini guida con i tipi di contenuti da postare e quelli da evitare, per un LinkedIn Migliore (semi cit. da "Giorgio Tave") ed il nostro obbiettivo, è quello che tu possa fare Social Selling nel modo giusto per trovare nuovi clienti.

Postare su LinkedIn può essere più complicato di quanto sembri; spesso non si ha un'idea chiara di cosa conviene postare e "cosa è meglio relegare ad altri social network". Dubbi o domande? Contattaci per qualsiasi informazione!

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